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Mario Cartelli: scatti di una passione Stampa E-mail

Davanti all'obiettivo fotografico stavolta c'è lui: Mario Cartelli, fotoreporter professionista che collabora con agenzie, televisione e cinema. Ha incominciato con una macchina fotografica a obiettivo fisso e la pellicola in bianco nero e tanto entusiasmo. Gli ho rivolto qualche domanda per conoscere meglio la sua professione, la sua passione.

• FLORINDA : Mario quando è nata questa passione per la fotografia? Quale è stato il tuo inizio?
MARIO : La passione per la fotografia probabilmente è nata con me, sin da piccolo inseguivo le immagini, dei film, con la fantasia e rimanevo incantato dai colori e dai messaggi che credevo di leggere nelle immagini stesse, ai tempi molto più bianco e nero e poco colore ancora. L’inizio vero e proprio c’è stato quando con i primi soldini sono riuscito a comperare una macchina fotografica ad obiettivo fisso e da lì ho iniziato a sperimentare, prima copiando ciò che vedevo e poi cercando di creare di mio.


mariocartelli










• FLORINDA : La fotografia e il video: a quale elemento sei più legato?
MARIO : Amo entrambi e non riesco a dare un peso diverso alle due passioni, mi piace, a secondo degli avvenimenti, passare dall’uno all’altro. Con il video mi sbizzarisco quando cerco il movimento, quando mi rendo conto che la staticità penalizzerebbe il momento, con la foto invece cerco di catturare l’attimo, quel breve istante, irripetibile.

• FLORINDA : Facciamo un salto nel futuro: verso quale direzione sta andando la fotografia? Col digitale migliora la qualità?
MARIO : Il digitale deve fare ancora molti passi per eguagliare l’analogico, la vecchia pellicola per intenderci. Con il digitale sembra, ripeto sembra, che si sia migliorato qualcosa ma non è così, anzi per mio conto il digitale penalizza la fotografia perchè si è portati a ragionare meno sullo scatto; click scatto se va va altrimenti cancello e ripeto, con la pellicola il risultato lo vedo dopo aver ritirato i provini dal laboratorio e se non ho cercato di pensare, di vedere con la mente ciò che mi sono prefissato, il tutto si risolve in un fotogramma inutile.

• FLORINDA : Di donne belle sicuramente ne avrai incontrate e fotografate: qual è la tua idea di bellezza?
MARIO : Non ho un’ideale di bellezza, la bellezza per me non è nei canoni stilistici che la società ci impone. Il bello di una donna, come di un uomo, non è solo nelle sue fattezze estetiche ma in ciò che ha dentro, nel suo contenitore, nel suo spirito, nella sua anima. Quindi il naso pronunciato o le gambe leggermente tozze, per fare un’esempio, in una donna non significano bruttezza ma parte di un’insieme che unito alla sua essenza formano il concetto di bellezza. Il corpo perfetto ma senza anima non è bellezza, per me.

• FLORINDA : All’estero l’idea di bellezza cambia ? secondo te esistono ancora popolazioni dove la bellezza ha ancora un concetto più puro e non artefatto ?
MARIO : Si le popolazioni più arretrate, come noi civilizzati, amiamo definirle, dove il concetto di bellezza è racchiuso in altri parametri e non in quelli dettati e proposti dal consumismo e dai media solo a scopo di lucro a vantaggio delle multinazionali.

• FLORINDA : Sai cucinare? Che rapporto hai con la cucina? MARIO : Amo cucinare, amo leggere i libri di cucina come amo creare piatti a mio gusto e piacimento. I miei amici dicono che cucino abbastanza bene è come nella fotografia riesco a dare tutto me stesso, anche tra i fornelli.

• FLORINDA : Sei religioso? Quando non fotografi come ti piace passare il tempo? MARIO : Sono cresciuto con i principi cattolici, credo e cerco di regolare la mia esistenza secondo dei dettami di correttezza morale che sono gli stessi dei buoni cristiani, non frequento la chiesa, anche se da ragazzo sono stato un catechista. Ma amo parlare con quel Signore al di sopra di noi, amo confidarmi con Lui nel mio intimo. Quindi si, CREDO.

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• FLORINDA : "Un vero viaggio non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi". Giusto! Con la macchina fotografica hai scoperto nuovi punti di vista?
MARIO : La macchina fotografica,come la videocamera, sono per me, altri occhi, ciò che i miei non riescono a vedere loro, più meccanici, riescono a catturare. Si con la macchina fotografica ho scoperto un’altro mondo, un mondo fatto di attimi, gesti sfuggenti che al ritmo serrato della nostra esistenza sfuggono. Basta un sorriso, molto spesso non percepito, per far sorgere il sole dentro di noi. Ma siamo troppo abituati a non voler vedere. E’ più facile chiudere gli occhi, mentre la macchina fotografica non lo fà.

• FLORINDA : Ti piace il cinema? Hai mai pensato di scrivere una sceneggiatura, realizzare un film?
MARIO : Amo il cinema, è parte di me, ed amo scrivere, purtroppo non ho mai abbastanza tempo per poterlo fare. Scrivo poesie e nel passato ho scritto anche due sceneggiature che riposano nel cassetto delle cose fatte ma mai portate avanti completamente. Corro troppo e vorrei fermarmi un’attimo proprio per poter dare seguito a queste mie passioni.

• FLORINDA : Cosa ti piace fotografare di più? Perché?
MARIO : La gente ed i paesaggi: la gente perchè ti porta ad un contatto diretto con loro e se vuoi avere un’immagine veritiera del soggetto devi parlarci, entrare in contatto con lui, avvicinarti al suo mondo e quindi socializzare. Ed i paesaggi perche sono un romantico e passionale ed amo la natura, la considero come uno spartito musicale, armonia.

• FLORINDA : Per Mario il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
MARIO : Non è pieno e non è vuoto, la mia vita, le mie esperienze, lo hanno riempito di quel tanto che basta per poter continuare a sperare di riempirlo, non finirò mai di imparare e quindi sono certo che non sarà mai pieno.

Per contatti e info: Mariocartelli.it
 
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