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Il mio papà è uno chef: paternità e gastronomia con Francesca Barberini Stampa E-mail

Paternità e gastronomia è la nuova chiave di lettura degli affetti familiari. Infatti, sotto questo originale punto di vista si inquadra meglio il libro "Il mio papà è uno chef" scritto da Francesca Barberini e pubblicato da Guido Tommasi Editore-Datanova. Il libro è una raccolta di ricette realizzate da chef famosi, pensate per i bambini ma tanto buone da far gola anche ai grandi.
Ho conosciuto Francesca Barberini alla presentazione del libro venerdi 28 maggio presso la <Libreria Heminguay Caffè> in Via Tiburtina 149 a Villalba. Una libreria che vende pasticcini, bambini mascherati da chef con tanto di cappello e grembiule che preparano dolci e una scrittrice che presenta il suo libro con suo figlio in braccia: è questa la cornice davvero familiare e conviviale in cui è stata realizzata la presentazione del libro: "il mio papà è uno chef".

• FLORINDA: Parlare di cibo ai bambini è difficile: Francesca lo sa bene, suo figlio Tommaso ha soli due anni! Cucinare per il proprio figlio può essere una modalità di comunicazione dell'affetto parentale?
FRANCESCA: Ho sempre pensato che cucinare sia un vero e proprio atto d'amore, una modalità per comunicare il nostro affetto, quindi sono sicura che anche i nostri bambini possano percepire tutto il nostro amore attraverso il cibo che prepariamo loro.


• FLORINDA: Come si può coniugare il piacere del cibo e la corretta alimentazione nel mondo infantile?
FRANCESCA: Riservando la massima attenzione agli ingredienti e rendendo la dieta dei nostri bimbi sana e varia, senza dover rinunciare al gusto: si possono preparare delle gustose merendine in casa, senza i conservanti e gli additivi che utilizzano le industrie alimentari. Così i bambini sono felici e le mamme serene!

• FLORINDA: Nella cultura rurale, la cucina era appannaggio esclusivo del sesso femminile. Secondo te quando sono entrati in scena gli uomini?
FRANCESCA: Credo che gli uomini abbiano sempre cucinato, ma si vergognassero di farlo sapere, perché la cucina era ritenuta "un'attività da donne". Ricevo molte più richieste di partecipazione al mio programma "Questo l'ho fatto io!" da parte di uomini, piuttosto che di donne. Oggi gli uomini si pavoneggiano e conquistano davanti ai fornelli.

 

dscn9859_edited• FLORINDA: Riusciresti a distinguere una ricetta realizzata da un uomo piuttosto che da una donna?
FRANCESCA: Non so, anche se esistono una serie di indicatori precisi: gli uomini sono molto precisi, le donne sono più generose...ma credo che sia davvero difficile distinguere le mani che hanno realizzato un piatto! E poi, se è buono, che differenza fa!!!

 

 

• FLORINDA: Sfogliando il libro colpisce la pertinenza delle illustrazioni: a quali "Guru" della grafica ti sei rivolta?
FRANCESCA: Ad un mio caro amico che di mestiere fa il commercialista, Alberto Rinaudo. Ho trovato un suo disegno che una sera ha fatto a mio figlio Tommaso: lo conosco da anni ma non ho mai saputo che disegnasse così! Così quando l'ho scoperto gli ho chiesto di collaborare alla creazione dei disegni di questo libro...è stato davvero molto bravo! Grazie Alberto!


• FLORINDA: Quanto è importante il Gambero Rosso nella formazione di Francesca?
FRANCESCA: Fondamentale, direi. Sono arrivata al Gambero Rosso con le idee chiare ed una consistente esperienza televisiva ed enogastronomia, ma lavorare con il "nome" più importante del gusto in Italia mi ha dato l'opportunità di incontrare i migliori chef nazionali ed internazionali, di viaggiare, di partecipare ad eventi, di confrontarmi e crescere. Ma più so e più so di non sapere (lo deve aver detto qualcuno prima di me...)!

• FLORINDA: La buona cucina è solo un'occasione di socialità o può essere anche una forma di benessere personale?
FRANCESCA: La buona cucina fa bene all'anima e al corpo. E' sana, aiuta a tenersi in forma e ad avere le giuste energie per affrontare le ingolfatissime giornate moderne!


• FLORINDA: Dal boom dei fast food al diffondersi dello Slow Food, l'uomo ha finalmente imparato a mangiare meglio?
FRANCESCA: La nostra società è pronta a raccogliere la sfida del mangiare bene? A scuola si faranno le lezioni di gusto ? Spero che gli uomini siano sulla buona strada del gusto... A scuola si dovrebbero fare lezioni di educazione alimentare, anche se sono convinta che il buon esempio debba venire dalla famiglia.

 

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• FLORINDA: Fino ad ora abbiamo parlato di sani principi e buona educazione alimentare. Ma mangiare bene quanto costa?
FRANCESCA: Mangiare bene significa seguire la stagionalità, per esempio, e quindi comprare i prodotti di stagione, che costano il giusto. Io credo che sia meglio meno ma davvero buono, quindi non necessariamente caro.

• FLORINDA: Hai incontrato molti chef, hai conosciuto la loro professionalità, ti sei fatta un'idea su cosa significhi oggi essere chef?
FRANCESCA: Significa essere professionisti preparati e competenti. Conoscere le lingue, le differenti culture, ma anche le proprie tradizioni. Chi si afferma in questo mondo ha lavorato sodo e bene. In cucina e fuori, nel mondo.


• FLORINDA: Si dice "val più la pratica della grammatica". Diamo un consiglio agli aspiranti cuochi, ma per essere bravi chef bisogna studiare?
FRANCESCA: Certo, lo studio apre la mente, ti permette di vedere le cose da differenti punti di vista, ti porta a contatto con persone, luoghi, conoscenze diverse da quelle che ti circondano quotidianamente. Questo vale per qualsiasi professione.


• FLORINDA: Infine per Francesca il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
FRANCESCA: Sempre mezzo pieno. La mia vita è piena di sorrisi!

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Titolo Il mio papà è uno chef!

Autore Barberini Francesca R.

Prezzo € 13,00
Dati 2010, 116 p., ill., brossura
Editore Guido Tommasi Editore-Datanova (collana Parole in pentola)
ISBN: 978-88950-92-973

In vendita anche on line su Internet book shop - ibs

 
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