Florinda Ianigro 2.0

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amici aristotele

Nel libro dell'Etica Nicomachea, Aristotele affronta l'argomento dell'amicizia (in greco philìa, φιλία). Secondo il filosofo, l'amicizia è:

"una cosa non soltanto necessaria, ma anche bella, infatti nessuno sceglierebbe di vivere senza amici, anche se fosse provvisto in abbondanza di tutti gli altri beni, l'amicizia è una virtù o s'accompagna alla virtù. Tre sono le specie di amicizie, come tre sono le specie di qualità suscettibili d'amicizia: e a ciascuna corrisponde un ricambio di amicizia non nascosto."

Esistono quindi tre categorie di amicizie: quella fondata sull'utile, quella fondata sul piacere e quella fondata sulle virtù.

L'amicizia di utilità è tipica dei vecchi, quella di piacere degli uomini maturi e dei giovani; gli amici in queste due tipologie non si amano di per se stessi ma solamente per i vantaggi che traggono dal loro legame. L'unica vera amicizia è quella di virtù, stabile perché si fonda sul bene, caratteristica degli uomini buoni. L'amicizia di virtù presuppone due condizioni fondamentali: l'uguaglianza fra gli amici (a livello di intelligenza, ricchezza, educazione ecc.) e la consuetudine di vita. La philia aristotelica esprime quindi il legame tra amicizia e reciprocità, fondato sul riconoscimento dei meriti e sul reciproco desiderio del bene per l'altro.

 

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